Il Sapone Biologico Fai Da Te?

Il sapone da un punto di vista chimico non è nient’altro che un sale che si ottiene con una reazione i idrolisi tra una base alcalina (l’idrossido di sodio che è la soda caustica per esempio) e degli acidi grassi.

Nella tradizione infatti il sapone era una mescola tra grassi animali e cenere di legni come il Faggio o il Rovere. Poi si è passati alla soda perché questa era facilmente reperibile in ferramenta e il sapone veniva meglio, era più compatto. Nelle campagne si faceva il sapone a fine anno, quando si macellavano i maiali e c’era grasso in abbondanza.

Nel settore industriale inizia ad essere prodotto con l’avvento dei grassi vegetali come olio di cocco e di palma e dal riutilizzo degli scarti dei grassi animali prodotti sempre dalle industrie. Il processo industriale di produzione, durante il quale gli ingredienti di base vengono trattati chimicamente, è stato completamente automatizzato e richiede l’introduzione di additivi sintetici per accelerare le reazioni chimiche. Poi esistono anche i “saponi non saponi” che non sono saponi ma un insieme di tensioattivi generalmente ricavati da sintesi petrolchimica. Per sapere cosa possono fare sulla pelle i tensioattivi leggi qui.
Un sapone naturale viene prodotto secondo tecniche gentili come quella della saponificazione a freddo. Gli ingredienti sono puri ed utilizzati grezzi; viene esclusa la presenza di qualsiasi sostanza proveniente da sintesi petrolchimica

Quindi, perché usare il sapone naturale?

Per la salute: dermatologi ed esperti di tutto il mondo si trovano ad affrontare negli ultimi 20 anni una crescita esponenziale di malattie ed irritazioni cutanee; fra i vari sospetti i sono: saponi industriali, detersivi, creme di bellezza e contatto con colori sintetici. Infatti oltre a cause endogene (intossicazioni intestinali e del fegato). la pelle è sottoposta a stress vari anche dall’esterno: inquinamento, il contatto con i colori sintetici nel vestiario, le essenze alcoliche contenute in detergenti e profumi esercitano un’azione irritante sulla cute che spesso si trova priva delle sue naturali difese (lo strato seborroico che ricopre la cute) rimanendo facilmente vittima dell’attacco di microrganismi patogeni. È dunque essenziale non usare saponi che non siano troppo aggressivi che non sgrassino la pelle troppo in profondità e che rilascino durante l’azione lavante, sostanze emollienti e lenitive ed idratanti che siano facilmente assorbibili, caratteristica quest’ultima tipica dei saponi naturali.

Per l’ambiente: il sapone, care lettrici e cari lettori, fa bene all’ambiente. Infatti il sapone è biodegradabile e le sostanze residue non sono tossiche, a differenza dei saponi industriali. Vi ricordo che il sapone che ci sciacquiamo dalle mani, alla fine del suo percorso va in mare e poi nei pesci e poi negli stomaci di chi li mangia…

Per la pace nel mondo: il sapone per la pace? Evitando il petrolchimico, riduciamo la dipendenza dal petrolio che è fonte di alcuni dei più sanguinosi conflitti sul pianeta

Come riconoscere un sapone naturale

Forma: se il sapone si presenta con forme stondate e ogni saponetta è identica una all’altra, allora si tratta quasi certamente di un prodotto industriale

Profumo: se il sapone si presenta con odori alla fragola o brezza marina, o fresco mattino… molto probabilmente fra la lista INCI troverete la dicitura PARFUM che indica l’utilizzo di profumi sintetici, spesso inquinanti e causa di irritazioni

Colore: se il colore è troppo vivace, controllate la lista INCI, probabilmente contiene delle diciture C.I. (Colour Index). Non sempre è sinonimo di pericolo, ma se i colore troppo “fosforescente” allarmatevi!

Meglio evitare: olio di palma (Elaeis Guineensis Oil o Sodium Palm Kernelate) perché il suo utilizzo ha devastanti impatti ambientali e sociali essendo causa della deforestazione in America Latina ed Est-Asia, il suo consumo è da boicottare. Per ragioni etiche e di sostenibilità noi preferiamo evitare l’utilizzo anche di grassi animali (Sodium Tallowate).

INCI: riporta in ordine decrescente gli ingredienti di cui è costituito il cosmetico ed è obbligatorio indicarla in etichetta. I nomi botanici latini indicano generalmente ingredienti vegetali o loro derivati/estratti. È da preferire un sapone che riporti fra i primi ingredienti Olea Europaea Oil (Olio di Oliva) e come secondo ingrediente Cocos Nucifera Oil (Olio di Cocco). Se nella lista non compare Sodium Hydroxide (che è la soda che serve per fare il sapone) vuol dire che probabilmente non si tratta di un sapone naturale ma industriale fatto a base di trucioli di sapone base, prodotti generalmente nel sud del mondo e in seguito rimescolati con colore e profumo in Italia.

La composizione del sapone

Il sapone ha una molecola che si caratterizza da una catena formata da una testa idrofila, attirata dall’acqua e una coda lipofila attirata dagli oli non solubili. Questa particolare composizione del sapone permette di pulire perché ha le proprietà di emulsionare i grassi e gli oli creando un legame tra lo sporco e la parte lipofila. Il sapone riduce anche di molto la tensione superficiale dell’acqua, che con il sapone ha un potere di “bagnabilità” maggiore che non da sola. Quando verrà effettuato il risciaquo, la parte salina si legherà all’acqua che trascinerà via così il complesso formatosi fra sapone e sporco.

Il numero di Saponificazione

Il numero di saponificazione indica la quantità di NaOH necessaria per saponificare 1kg di di sostanza grassa.
Nome OlioNome BotanicoN. Sapon
Burro di CacaoTheobroma Cacao0,137
Burro di KaritèButyrospermum parkii0,128
Olio di AvocadoPersea Gratissima0,133
Olio di CoccoCocos Nucifera0,190
Olio di Germe di GranoTriticum Vulgare0,131
Olio di GirasoleHelianthus annuus0,134
Olio di JojobaSimmondsia Chinensis0,134
Olio di MacadamiaMacadamia Ternifolia0,139
Olio di Mandorle DolciPrunus Dulcis0,136
Olio di NeemAzadirachta Indica0,139
Olio di OlivaOlea Europaea0,134
Olio di RicinoRicinus Communis0,128
Olio di Semi di LinoLinum Usitatissimum0,136


Come si calcola una ricetta

Come abbiamo visto ogni grasso ha un suo numero di saponificazione. In una ricetta composta da diversi grassi sarà dunque necessario fare una proporzione per sapere l’esatta quantità di soda da utilizzare.
Per esempio, utilizzando 1kg di olio di oliva saranno necessari 134gr. di sora per fare avvenire la reazione in modo completo; se decidessimo di utilizzare 0,75kg di olio di oliva e 0,25 di cocco, potremmo dunque calcolare il quantitativo di NaOH in questo modo: 0,75x Nr. SAP. olio di oliva + 0,25 x Nr. SAP. olio di cocco. È bene ricordare che il valore risultante dal calcolo è la quantità di NaOH esatta. Per evitare rischi e per ottenere un sapone meno “duro” è bene diminuire sempre e comunque il peso di NaOH di circa il 5% (sconto).

Metodi di saponificazione

Metodo a freddo

I metodi classici per fare il sapone in casa sono due: a freddo e a caldo. Nel metodo a fredda, più semplice e adatto ai principianti, si lascia che il semplice calore sprigionato dalla reazione chimica della soda con il grasso porti a compimento la saponificazione. Il sapone ottenuto con il metodo a freddo ha bisogno di un tempo di “maturazione” di circa quattro settimane per esaurire il processo di trasformazione e per assorbire il liquido.

Metodo a caldo

Nel metodo a caldo, il saponiere interviene con una fonte di calore esterna (bagnomaria, forno…) in modo da accelerare la reazione chimica. Il sapone con il metodo a caldo ha il vantaggio di essere pronto più in fretta ma ha una consistenza molto più rustica ed irregolare del sapone a freddo che invece ha una pasta liscia ed omogenea.
Inoltre il sapone realizzato con il metodo a freddo conserva molto più integre le proprietà nutrienti, emollienti ed idratanti degli oli, dei nutrienti e degli oli essenziali presenti nella ricetta.

Altri metodi

Esistono poi diversi metodi per ottenere saponi rilavorando basi già pronte come ad esempio:

Rilavorazione

Si possono ottenere saponi naturali di ottima qualità sciogliendo basi già preparate in precedenza. A tale scopo si procede con il metodo di saponificazione a freddo per produrre la base utilizzando solo gli oli di base (non si aggiungono oloranti, essenze, additivi…); quindi, dopo che la base sia ben matura, la si scioglie e a questa si aggiungono gli ingredienti scelti per migliorare l’estetica del prodotto.

Sciogli e versa

Esiste una sostanza, detta “Sciogli & Versa” (prodotto industriale reperibile nei negozi specializzati), che può essere sottoposta ad infinite variazioni. È bene ricordare che la “glicerina” Sciogli & Versa” e tutti i prodotti abbinati (colori, profumi, additivi) sono di tipo sintetico e che spesso, essendo considerati “oggetti da regalo” non rispettano la norma che prevede, per i cosmetici, l’indicazione degli ingredienti in etichetta. Nonostante ciò le probabilità che finiscano sulla pelle sono pur sempre alte.

Ingredienti Fondamentali

Abbiamo visto in precedenza che la reazione di saponificazione avviene con la presenza di 3 ingredienti fondamentali:
  • Una base alcalina (per i saponi solidi è la soda caustica)
  • Un liquido, che serve da solvente alla soda
  • Degli oli o dei grassi che forniscono gli acidi grassi necessari per la saponificazione


La Base Alcalina

Per produrre sapone naturale gli alcali utilizzati sono due: l’idrossido di sodio o soda caustica (NaOH) che viene utilizzato per la produzione di sapone solido e l’idrossido di potassio o potassio idrossido (KOH) utilizzato per il sapone liquido. La soda caustica si può tranquillamente acquistare in ferramenta (da non confondere con la Soda Solvay). Viene infatti utilizzata per la sverniciatura o per la pulizia, deve essere maneggiata con molta attenzione perché al contatto con l’acqua (anche l’umidità delle mani) genera calore e diviene molto irritante. Oltre a reagire con molti materiali (es. scolorisce i tessuti) è assolutamente da evitare il contatto con occhi e mucose.
La soda caustica è essenziale per la reazione di saponificazione, ma non dovete preoccuparvi, calcolando bene le ricette non ne rimarrà alcuna traccia… sarà tutta trasformata in sapone.

I Liquidi Necessari per la Saponificazione

Il liquido è l’agente che permette all’idrossido di sodio di scomporsi nei suoi elementi essenziali e quindi di combinarsi con i grassi. Il liquido più comunemente utilizzato è sicuramente l’acqua (meglio se distillata), ma le opzioni sono tante…

Latte per rendere il latte cremoso

I più usati sono quello di capra o di mucca intero. A contatto con la soda, il latte sprigiona un fastidioso odore di ammoniaca che sparirà dal sapone dopo qualche giorno ma che può essere sgradevole. PEr evitarlo congelate la quantità di latte che vi serve quindi utilizzatela per sciogliervi la soda quando ancora si presenta come una granita consistente. Non impressionatevi se il latte, a contatto con la soda, diventa giallo brillante e poi rosso. È del tutto normale! Il latte contribuisce a rendere il sapone ricco e cremoso. Magari si pu usare metà della dose per sciogliere la soda e l’altra metà la si può aggiungere al nastro.

Usate birra sgasata per la preparazione di saponi-shampoo. Potete usarla pura o mescolata ad acqua.

Fate attenzione però: la soda cancella, in genere, colori e profumi!

I Grassi del Sapone

Gli oli ed i grassi sono la materia prima del sapone. Vengono utilizzati in combinaione tra di loro e scelti secondo le loro proprietà. Ciascun grasso trasferisce al sapone le proprie caratteristiche ed è bene conoscerle per poterli scegliere ed utilizzarli nelle proprie ricette. Per praticità abbiamo suddiviso gli oli in due macrocategorie: gli oli di base e i nutrienti. I grassi di base sono quelli destinati a fare quantità, a dare corpo e sostanza al sapone mentre i nutrienti sono gli oli pregiati che aggiunti anche in piccolissime quantità arricchiscono notevolmente le nostre ricette

Gli Oli di Base del Sapone

Olio di oliva

È da secoli l’olio per il sapone: insaturo, ricco di insaponificabile e sostanze emollienti, può essere usato in grandi quantità È secondo noi l’olio migliore per la saponificazione, sia per le sue ottime proprietà cosmetiche sia per il suo ridotto impatto ambientale. L’olio di oliva produce un sapone duro e compatto, dal colore chiaro e dal lungo tempo di maturazione (circa 6-8 settimane). Il sapone fatto con olio di oliva ha un ottimo potere pulente...l’unica pecca è la schiuma poco abbondante. Preferite l’olio extravergine d’oliva, evitate quello di sansa.

Olio di cocco

È uno degli oli più importanti anche se va usato in combinazione con altri grassi altrimenti rischia di essere troppo sgrassante. Molto olio di cocco può irritare la pelle ma è un ingrediente fondamentale per chi desideri ottenere un sapone con una schiuma degna di tale nome. Quest’olio viene estratto dalla polpa del cocco, è un grasso saturo che solidifica al di sotto dei 23° C.

Olio di Palma

È un olio vegetale saturo che non ha particolari proprietà ma produce un sapone duro e compatto (e quindi più duraturo). Deve essere usato in combinazione con oli insaturi più ricchi se si vogliono conferire buone proprietà cosmetiche al nostro sapone autoprodotto.

Noi, tuttavia, ci sentiamo di sconsigliare l’utilizzo di quest’olio nella saponificazione domestica e di cercare di evitare tutti i prodotti che lo contengono. La coltivazione estensiva della palma da olio ha infatti pesanti ricadute ambientali e sociali. (Per avere informazioni dettagliate su come si può coltivare responsabilmente questo olio visitate questo sito di Green Peace)

Gli oli nutrienti per il sapone

Preziosi oli vegetali, veri e propri tesori che la natura ci offre e che possiamo utilizzare per rendere più bella la nostra pelle e più ricco il nostro sapone.Due sono i sistemi per trarre il massimo beneficio dai nutrienti: mescolarli ai grassi di base ma scontando la quantità di soda oppure aggiungerli al nastro (nel metodo a freddo) o dopo la cottura (nel metodo a caldo). Nei metodi a freddo e a caldo, i nutrienti possono comporre dal 3 al 10 per cento di una ricetta

Cera d’api

Si usa nel sapone per renderlo più solido, soprattutto in sostituzione dell’olio di palma… Solitamente è usato in percentuale dell’1 o del 2%ma si può arrivare al 5%. Deve essere sciolta e aggiunta ai grassi liquidi prima di farli scaldare!

Olio di Argan

Nutriente e leggero, apporta vitamine e acidi grassi essenziali. Adatto a pelli mature e sensibili.

Olio di Avocado

Ricco di vitamine e antiossidanti, nutre la pelle in profondità e fa la differenza anche in piccole dosi

Burro di Cacao

Grasso saturo molto emolliente, può dare irritazione se si supera il 10%.

Burro di Karité

È un grasso saturo di origine vegetale dal forte potere ristrutturante e nutriente. È un vero toccasana per la pelle e già in percentuale del 5-10% rende il sapone un vero lusso.

Olio di Canapa

Ricco di acidi grassi essenziali, insaturo, nutriente. È un olio adatto alla pelle più delicata e ai capelli. Va usato in percentuale tra il 5% e il 10%.

Olio di Jojoba

È una cera liquida dal forte potere ristrutturante; è sebosimile e protettivo. Nel sapone va usato in percentuale non superiore al 5 per cento. È adatto per gli shampoo

Olio di Germe di Grano

Ricco di antiossidanti è adatto alle pelli più mature; nel sapone ne basta un 5 per cento. Attenzione alle allergie al glutine

Olio di Mandorle Dolci

È un olio insaturo, leggero, che viene assorbito rapidamente dalla pelle. Ricco e nutriente può essere usato anche in percentuali del 20%

Olio di Macadamia

Ottimo olio dalle proprietà elasticizzanti ed antiossidanti, può essere usato in ragione del 3% o 5%.

Olio di Semi di Lino

Questo olio è nutriente e ricco di vitamine ma irrancidisce molto in fretta, indicato nella formulazione degli shampoo.

Olio di Ricino

In combinazione con l’olio di cocco produce una schiuma densa e cremosissima. Non superare la percentuale del 5 per cento. È adatto soprattutto negli shampoo.

Olio di Sesamo

È ricco di insaponificabili ed p impiegato dalle popolazioni del Nord Africa per la cura dei capelli. Deve essere usato nel sapone con moderazione

Olio di Semi d’Uva

L’olio di vinaccioli è leggero e delicatamente colorato di verde. Lo si può usare in grande quantità.

Gli Additivi Naturali per il Sapone Artigianale

Caffé, miele, mandorle, crusca… gli additivi per personalizzare il sapone sono davvero tantissimi! Vanno aggiunti sempre al nastro (per il metodo a freddo) prima di versare la miscela negli stampi. Se si tratta di additivi in polvere è bene amalgamarli con un cucchiaio di miscela di sapone prima di incorporarli per evitare la formazione di grumi. Con metodo a caldo si aggiungono dopo la cottura.

Argille

Si usano caolino, bentonite, pomice. Hanno proprietà astringenti e lievemente abrasive. Non sono adatte per pelli secche. Partite da due cucchiaini per ogni chilo e regolatevi in base all’effetto che volete ottenere.

Caffè

È un ottimo deodorante per togliere gli odori di cucina dalle mani. Usatene due cucchiaini per ogni chilo come base di partenza.

Farine

Di avena, semi di lino, di riso ma anche di castagne. Sono leggermente abrasive e vanno usate con moderazione. Nel metodo a freddo stemperatele con un po’ di liquido e aggiungete a nastro; nel metodo a caldo aggiungete a fine cottura

Gel di Aloe Vera

Emolliente e rinfrescante può essere aggiunto al nastro nei saponi a freddo o dopo la cottura in quelli a caldo.

Frutta e Verdura

Vanno frullate e usate in sostituzione di parte dell’acqua. Aumentano il rischio che il sapone irrancidisca.

Miele

Usatene due cucchiai per ogni chilo. Può essere sciolto nell’acqua della soda (attenzione perché la temperatura del liquido sarà più elevata), miscelato ai grassi di base o aggiunto al nastro.

Erbe Aromatiche

Possono essere usati freschi o secchi. Nel secondo caso sminuzzateli e aggiungetene due cucchiai per ogni chilo. Freschi possono essere usati per preparare un infuso nel quale sciogliere la soda.

Semi

Si usano quelli piccoli (papavero, sesamo vinaccioli) per i saponida masaggio e ad effetto scrub, cospargendoli sul fondo dello stampo o mescolandoli all’impasto. Quelli più grossi (semi di lino, caffè, mandorle) devono essere prima sminuzzati nel macinino.

Amido di Riso o di Mais

È rinfrescante e una volta veniva usato per il bagno dei bambini. Se ne può aggiungere un paio di cucchiaini, utilizzandolo magari come “fissatore” per gli oli essenziali o le fragranze.

Vitamina E

È un antiossidante naturale, può essere aggiunto nel sapone per i suoi effetti benefici sulla pelle ma è maggiormente efficace in creme e lozioni perché nell’ambiente caustico vengono alterati i principi attivi.

L’Attrezzatura Necessaria

Il sapone con un po’ di accortezza, può venire prodotto in ogni cucina. Ecco cosa serve:

Bilancia da cucina

Sceglietene una elettronica con precisione 1 grammo e che vi permetta di pesare anche le quantità più piccole con estrema precisione.

Cucchiai o Spatole

Vanno benissimo quelle da cucina, ma se usate cucchiai di legno cambiateli spesso perché, col tempo, lasciano schegge nel sapone. Le spatole sceglietele di plastica dura e resistente al calore

Caraffa Graduata

Deve essere di acciaio inox oppure smaltata o di pirex. La userete per scaldare gli oli e per preparare la miscela di sapone fresco. Per precauzione fate in modo che la miscela non la riempia mai più di metà. (Per il metodo a caldo servono due pentole e una deve essere abbastanza capace a contenere l’altra)

Termometro

Deve essere in grado di misurare una temperatura fino a 100 gradi

Stampi

Il mondo è pieno di formine per il sapone e scoprirle sarà divertente. Una soluzione economica e insieme ottima sono i contenitori di plastica per conservare i cibi in frigo, come anche i cartoni del latte, scatole vuote, bicchieri di plastica, formine del ghiaccio e formine per il mare. Non vanno bene quelle di alluminio o in banda stagnata. No vetro o ceramica: il sapone ci si incolla.

Modus Operandi

Prima Fase: preparazione della soluzione caustica

Il posto ideale per fare il sapone è la cucina perché troverete a portata di mano tutto ciò che serve. Sgombrate il piano di lavoro per evitare contaminazioni con i cibi. Indossate guanti e mascherina e occhiali trasparenti per evitare il contatto con i vapori della soda caustica. In una caraffa pesate l’acqua. In una caraffa a parte pesate la Soda Caustica. Versate poco a poco la soda caustica nell’acqua mescolando. Evitate di mescolare con troppa veemenza perché gli schizzi potrebbero fuoriuscire e urticarvi. Mescolando la temperatura salirà fino a 80°. Riponete il contenitore al sicuro a raffreddare.

Seconda Fase: preparazione dei grassi

Pesate con cura gli oli e i grassi, metteteli nella pentola di acciaio inox. Tagliuzzate eventualmente la cera e unitela ai grassi. Scaldate a fuoco bassissimo meglio bagnomaria fino a quando il composto non sarà completamente sciolto. Attenzione a che la temperatura rimanga sempre piuttosto bassa.

Terza Fase: miscelare le due soluzioni

Misurate le temperature delle due soluzioni. Quando entrambe sono a 40 gradi o hanno uno scarto di 5 gradi su tale temperatura, incorporate la soda ai grassi mescolando piano piano finché non l’avrete versata tutta. Ora è il momento del frullatore ad immersione. Fate attenzione agli schizzi.

Quarta Fase: il nastro

Questo è il punto cruciale per tutti i saponieri! Mentre frullate il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più biancastro e cremoso. Ad un tratto, prelevando una porzione del composto e facendola colare un po’ nella pentola, vedrete che resterà in superficie per qualche secondo prima di affondare. Per qualcuno è come la besciamella, per altri è come “poter scrivere” sulla superficie del sapone. Questa traccia vi dirà che è arrivfato il momento di passare alla fase finale del processo. Adesso, usando un cucchiaio di legno o una spatola, miscelate velocemente l’olio essenziale e ogni altro eventuale additivo.

Fase finale: versamento e spignattamento

Versate il sapone nello stampo; copritelo bene e avvolgetelo in vecchie coperte e strofinacci. Dopo 24/48 ore , indossando i guanti, potrete farlo uscire dallo stampo e tagliarlo. Mettete le saponette a maturare su una carta da pacchi, in un luogo aerato, fresco e asciutto. Il potenziale caustico andrà decrescendo progressivamente e il sapone sarà pronto dopo 4 o 5 settimane.

Ricordate che il sapone è come il vino: più invecchia e migliore diventa!

Fase di controllo

Alla fine della stagionatura il sapone dovrebbe presentarsi compatto, con una pasta omogenea e non untuosa né farinosa. Per essere sicuri di non aver commesso errori nel processo possiamo verificare il PH, che nel sapone naturale, deve essere compreso tra 8,5 e 10. Potete misurare il PH utilizzando la cartina al tornasole con scala di lettura a segmenti colorati.

Qui potete trovare un kit per l’autoproduzione del sapone:
Kit Autoproduzione Sapone - La Saponaria

Questo è tutto!!! Buon Sapone a voi!! Bibliografia:
  1. La Saponaria, microlaboratorio eco bio di PU (sito internet)
  2. Dispense varie trovate su internet
  3. Libro: Saponi Naturali Fai Da Te